mercoledì 9 luglio 2008

La Co-dipendenza

La co-dipendenza

Una particolare forma di “dipendenza affettiva” è quella che è stata definita “co-dipendenza” e che è stata inizialmente osservata nei contesti relazionali legati alla vita di coppia di alcolisti o tossicodipendenti. Tale problematica coincide con una condizione multidimensionale che comprende varie forme di sofferenza o annullamento di sé, associati alla focalizzazione delle proprie attenzioni ed energie sui bisogni e comportamenti di un partner dipendente da sostanze o da comportamento (es. gioco d’azzardo patologico). Il motivo per cui questa forma di dipendenza affettiva è stata inizialmente osservata, paradossalmente non riguardava il benessere di chi ne fosse affetto, bensì l’osservazione della capacità che la co-dipendenza ha di mantenere nello stato patologico quello che viene definito il “paziente designato”, ossia colui che sembra, ma non è, l’unico paziente bisognoso di aiuto in quanto affetto da tossicodipendenza, alcolismo o da altre forme di dipendenza (Norwood R.; 1985).
La co-dipendenza , in realtà, ha in comune con le altre dipendenze affettive quella tendenza a rinunciare a tutti i propri bisogni e desideri, disconoscendoli e negandoli, fino a portare nel partner di alcuni dipendenti, alla strutturazione di un “falso Sé” e quindi di una “falsa vita”, una realtà fatta di scelte che non rispondono ai propri bisogni interiori e che corrisponde ad una condizione denominata “malattia del Sé perduto” (Whitfield, 1997). La conseguenza di tutto ciò spesso è il raggiungimento di una debolezza dell’Io nella persona che manifesta co-dipendenza, un Io che diviene vulnerabile e che sopravvive attraverso la tendenza progressiva a cercare di dimostrare la sua forza e a nutrire l’autostima attraverso il “controllo” del partner dipendente.

Nel corso della mia esperienza con pazienti affetti da dipendenza da gioco d’azzardo, ho avuto modo di conoscere il co-dipendente. La maggior parte è di sesso femminile e sono le mogli, compagne, mamme e figlie delle persone con dipendenza da gioco d’azzardo.
Perché co-dipendenti; lo dice la parola stessa e cioè “dipendono” da chi a sua volta dipende (nel caso specifico dal gioco). Dipendono nel senso che, come il giocatore patologico è “ossessionato” dal gioco e non vede niente altro intorno a sé, compresa la vita affettiva, lavorativa e sociale, così la persona co-dipendente è “ossessionata” dal comportamento della persona che gioca.
Il co-dipendente è apparentemente molto forte, ha un ruolo importante e centrale nella famiglia d’origine e in quella attuale (nel passato e nel presente); si mostra sempre dedito agli altri, volto a “sacrificare” la propria vita per il genitore, il figlio, il marito. Sa essere molto attento al comportamento dell’altro, tanto da mostrarsi invadente e controllante. Tende a farsi carico di tutta la responsabilità della famiglia, appropriandosi di ruoli che non sono i propri. Per esempio: una donna che fa da mamma ai propri genitori e al proprio compagno, sacrifica il suo ruolo di figlia e di moglie. Se inizialmente tutto ciò gratifica il co-dipendente che si sente in una posizione di prestigio, a lungo andare sperimenta la sofferenza per il “a me chi ci pensa” o “chi si prende cura di me”. Ma questa consapevolezza verrà raggiunta con l’ausilio di un percorso individuale.
Nel corso della psicoterapia con pazienti che presentano dipendenza da gioco patologico, è fondamentale coinvolgere la famiglia e soprattutto coinvolgere la persona “co-dipendente”. Il coinvolgimento comprende un percorso individuale che ha come obiettivo primario, quello di riappropriarsi di se stessi in modo “sano”.

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