lunedì 14 febbraio 2011

Teoria dell’attaccamento e pratica psicoterapeutica

“L’alleanza terapeutica viene definita come una base sicura, un oggetto interno come modello operante o rappresentazionale di una figura d’attaccamento, la ricostruzione come l’esplorazione dei ricordi del passato, la resistenza come profonda riluttanza a disobbedire agli ordini antichi dei genitori di non parlare o di non ricordare”. (Bowlby, 1988).
La teoria dell’attaccamento prevede che quando qualcuno si confronta con la malattia, con la disgrazia o con una minaccia, egli cerchi la figura d’attaccamento dalla quale poter ottenere conforto. Una volta che si è stabilita una base sicura, il comportamento di attaccamento si riduce e si può cominciare ad esplorare: in questo caso l’esplorazione riguarderà la situazione che ha causato la disgrazia e i sentimenti che ha provocato.
Lo stabilirsi di una base sicura dipende dall’interazione tra chi chiede e chi dà aiuto. Il paziente porta con se stesso in terapia tutti i fallimenti, i sospetti, le perdite che ha sperimentato nella propria vita. Le forme difensive dell’attaccamento insicuro (evitamento, ambivalenza, disorganizzazione) entrano in gioco nella relazione con il terapeuta. Ci sarà una lotta tra questi pattern abituali e l’abilità del terapeuta nel fornire una “base sicura”: la capacità di essere in grado di reagire in modo sensibile ed essere in sintonia con i sentimenti del paziente, di ricevere proiezioni e di trasformarle in modo che il paziente possa affermare le emozioni in esse contenute fin qui non trasformabili. Nella misura in cui ciò avviene il paziente lascerà andare gradualmente l’attaccamento al terapeuta mentre, simultaneamente, costruisce una base sicura all’interno di se stesso. Il risultato di tutto ciò, mentre la terapia si avvia alla sua conclusione, è che il paziente è più capace di formare relazioni di attaccamento meno ansiose nel mondo esterno e si sente più sicuro dentro di sé.
Una parte importante del compito della terapia consiste nel tirare fuori e modificare gli “schemi mentali” del paziente. Dal momento che il paziente ha molte probabilità di sviluppare uno stretto attaccamento al terapeuta, i suoi assunti, le sue preconcezioni e le cose in cui crede saranno portati in gioco nella relazione con il terapeuta, il quale “ri-proporrà”, mano mano che diventano visibili, alla reciproca considerazione.

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Psicologia e Ipnosi Terapia
a Firenze e Roma

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